
Sapevi che l’email marketing è il canale proprietario con il più alto ritorno sull’investimento? A seconda del settore, si parla di un ROI di 10-50 dollari per ogni dollaro investito.
E se i tuoi numeri sono diversi? Significa che c’è margine per migliorare – ma niente panico: ti mostro le azioni concrete per far crescere il ROI senza mandare più email (promesso).
Cos’è il ROI dell’email marketing (e perché conta)
Il ROI (return on investment) misura quanto ti torna indietro rispetto a quanto investi per progettare, creare e gestire le tue email. È il modo più onesto per capire se stai generando fatturato o se l’email marketing è solo l’ennesima voce nella lista “cose che mi stressano e speriamo che me la cavo”.
La formula per calcolare il ROI è: (entrate generate – costi sostenuti) / costi sostenuti
Quindi: se in tre mesi le mie mail hanno generato 4650 € ma ne ho spesi 500 € per realizzarle, avrò un ROI di 8,3 € per euro speso.
Quando inizi a ragionare sul ROI, puoi fare scelte più consapevoli per il tuo marketing. Smetti di guardare solo il tasso di apertura e osservi in profondità quello che succede dopo: clic, conversioni, opportunità.
Quanto è un “buon ROI” per le tue email?
Qui arriva la risposta scomoda: dipende.
Secondo i dati più recenti, il 65% delle aziende vede un ritorno sull’investimento che va da 10:1 a 50:1, mentre il 5% ha un ROI superiore a 50:1. È una forbice enorme, che dipende da tanti fattori:
- Il tuo settore: ad esempio, l’e-commerce e il retail hanno un ritorno più alto rispetto al B2B.
- La tua offerta: fasce di prezzo, stagionalità, cicli di acquisto.
- Come porti nuove persone in mailing list: solo organico, ads, collaborazioni eccetera.
- Quanto ti costa davvero gestire l’email marketing: abbonamenti, tempo, team.
Quindi: non c’è un numero ufficiale a cui puntare. Il vero obiettivo è migliorare il tuo ROI nel tempo, partendo da quello di oggi.
Vediamo subito come farlo senza trasformare l’email marketing in una maratona.
9 passi per aumentare il ROI dell’email marketing
Quando i risultati non arrivano, è facile dirsi “devo mandare più email”.
Ma se c’è un problema alla base, questo tende solo a:
- stancare il tuo pubblico (e aumentare le disiscrizioni)
- prosciugare le tue energie (anche il carico mentale è un costo)
- peggiorare le performance delle tue email (è un circolo vizioso).
Il ROI cresce più facilmente quando lavori sulla qualità e rilevanza dei contenuti, sulla salute della lista, e sull’usare i dati a tuo vantaggio. Ecco 9 azioni che ti aiutano a farlo.
1. Calcola (bene) i costi
Tu lo sai quanto ti costa davvero fare email marketing?
Metti nero su bianco:
- i costi per la piattaforma di email marketing, gli strumenti di analisi ed eventuali app di supporto;
- quanto vale il tempo (o quello del team) che va in newsletter, lead magnet, sequenze di automazione, campagne;
- il tempo per scrivere, revisionare, fare grafiche, aggiornare automazioni e avanti Savoia.
Non è per spaventarti – è la tua base per ragionare in modo lucido su questo canale, vedendo numeri alla mano quali attività hanno un ritorno e quali disperdono risorse.
2. Monitora i KPI (e usali davvero)
Il successo nel marketing si vede dai numeri.
È una legge da cui non si scappa.
Se i tassi di apertura sono bassi, i clic scarseggiano e le vendite sono un miraggio, c’è spazio per lavorare. Ma senza numeri-sentinella è difficile capire dove intervenire, e se quello che fai sta davvero contribuendo a migliorare il ROI.
Ecco cosa puoi fare:
- Definisci i KPI davvero significativi: sono quelli che spostano l’ago della relazione tra il tuo business e i clienti ideali, in termini di engagement e conversioni.
- Monitora questi valori regolarmente: almeno una volta al mese, o anche più spesso se l’email è il tuo canale di relazione e vendita principale.
- Usa i dati per raffinare la strategia. Chiediti che cosa ti dicono, nel concreto, e quali azioni puoi testare per migliorare quei valori.
3. Tieni in ordine la lista contatti
Una mailing list piena di indirizzi sbagliati e persone che non aprono le tue newsletter dal 2021 non ti aiuta ad aumentare il ROI. Anzi: alza i costi, sballa i dati e abbassa le performance.
Ecco tre cose da fare ogni 3 mesi, in meno di 10 minuti:
- Pulizia degli indirizzi errati, inesistenti o irraggiungibili.
- Una campagna di re-engagement per gli iscritti dormienti (la imposti una volta, la riutilizzi per mesi).
- Piazza pulita degli indirizzi duplicati.
Il tuo provider email ti riterrà più affidabile, i controlli antispam pure. E avrai la certezza di parlare con un pubblico vivo e interessato a ciò che offri.
4. Segmenta la mailing list
Sai che succede se provi a vendere frigoriferi ai pinguini?
Un bel niente. Peggio: uno spreco di energie e risorse.
Con l’email marketing succede la stessa cosa quando parli a tutta la lista nello stesso modo. Mandi a tutti le stesse newsletter, le stesse promozioni… senza considerare che nella tua mailing list ci sarà:
- chi è appena arrivato e deve ancora capire chi sei;
- chi ti segue da tempo e vuole andare in profondità;
- chi è già tuo cliente ed è pronto per un passo oltre.
Più le tue offerte sono rilevanti per chi le riceve, più è semplice migliorare il ROI. E il modo per aumentare la rilevanza è segmentare la mailing list:
- per interessi (in base al lead magnet o alle pagine di ingresso)
- per comportamenti (link cliccati, offerte che hanno generato interesse)
- per area geografica (se hai un’attività local)
Tutte le piattaforme di email marketing hanno strumenti per la segmentazione – tag, flussi di automazione, gruppi – e tutorial che ti spiegano come usarli. Con un paio d’ore puoi semplificarti la vita per mesi, e aiutare il tuo marketing a lavorare meglio.
5. Dialoga con il tuo pubblico
Qui entra in scena un grande classico: non so cosa scrivere nella newsletter…
Di solito, da lì si imboccano due strade: si salta l’invio, oppure si ricicla un vecchio contenuto senza molta convinzione o un senso rispetto a ciò che succede sugli altri canali.
L’alternativa sostenibile è chiedere direttamente alle persone cosa vogliono. Puoi:
- mandare un sondaggio via email un paio di volte all’anno
- inserire una domanda rapida in coda alle newsletter
- invitare chi ti segue a una sessione di Q&A
- usare le funzioni sondaggio o domanda sui social.
In parallelo, osserva come le persone interagiscono con le tue email: i link più cliccati, gli argomenti che generano più engagement, le offerte che creano più curiosità, anche senza vendite immediate.
6. Regala esclusività
Se una persona si iscrive alla tua lista grazie a un freebie strepitoso o dopo una live su Instagram ma poi, nella newsletter, trova solo contenuti riciclati… se ne andrà presto.
Per aumentare il ritorno sull’investimento, ti servono persone che restano e partecipano. Persone a cui interessa ciò che hai da dire, e ciò che puoi offrire come freelance, artigiano, brand creativo.
Newsletter e campagne funzionano meglio quando offri qualcosa che non si può trovare altrove: punti di vista, storie in cui riconoscersi, approfondimenti, rubriche interessanti.
Esclusività non è per forza offrire codici sconto come caramelle. È far sentire alle persone che sono nel posto giusto, che il tempo che ti dedicano è ben investito.
7. Usa (meglio) le call-to-action
Più CTA = ROI più alto? Certo, e io sono una zebra a pois.
Indovina cosa succede quando metti in una sola mail:
- due link al blog o ai social
- una promo di passaggio
- una rubrica con gli ultimi 3 libri che hai letto
- e poi l’offerta che vuoi promuovere davvero
Il lettore si perde per strada, e la call-to-action importante per il tuo fatturato raccoglie le briciole.
Se vuoi un reale ritorno sull’investimento, devi usare le CTA in modo strategico. Dosarle come una spezia preziosa, e curare il micro-copy perché risplendano come gemme (“clicca qui” al rogo).
8. Migliora il ROI con l’A/B testing
L’A/B testing è lo strumento per smettere di tirare a indovinare e far parlare i dati che contano.
In breve:
- crei due versioni della stessa email (A e B)
- cambi una sola variabile (oggetto, pre-header, CTA, struttura)
- le invii a due campioni di pubblico nello stesso segmento
- lasci che siano i numeri reali (aperture, clic, conversioni) a decretare il vincitore.
Non ti serve farlo su ogni invio, ma è perfetto per migliorare il ROI dei funnel evergreen, delle campagne di lancio e delle automazioni.
9. Sii costante con l’email marketing
Newsletter ed email sono strumenti di relazione e vendita. Le persone arrivano in momenti diversi del loro percorso, ma tutte si iscrivono aspettandosi un canale vivo e diretto con il tuo brand.
Essere costante non significa inviare millemila email. Significa definire una frequenza realistica per te e sensata per il tuo pubblico – e poi mantenerla come fosse un giuramento.
Comunicare con regolarità:
- costruisce fiducia e posizionamento
- rafforza il legame tra il tuo brand e il tuo pubblico
- prepara il terreno alle tue offerte.
Se scrivi solo quando vuoi vendere qualcosa, stai perdendo occasioni preziose. Il cliente ideale ha bisogno di conoscerti e capire che sei la persona giusta prima di acquistare. E il luogo in cui si aspetta di poter trovare le risposte è proprio la tua newsletter.
Il ROI cresce quando c’è direzione
Migliorare il ROI dell’email marketing significa mettere in relazione intenzione, offerta, contenuti e obiettivi.
Una strategia sensata, funnel di ingresso e conversione chiari, una newsletter che tiene viva la relazione. Questo è ciò che serve per trasformare gli invii sparsi in un sistema che lavora per te, e sostiene la crescita nel tempo.
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Content & Funnel strategist per coach, consulenti e creativi. Credo in un marketing etico e umano, detesto i tecnicismi inutili e le parole a casaccio. Amo lavorare con persone che mettono nel proprio business passione, tecnica, cuore e cura.
