Pseudobiblia: 8 libri che non esistono

Gli pseudobiblia sono libri immaginari che si nascondono tra le pagine di opere di narrativa autentiche. Storie mai scritte che però vivono in romanzi, poemi e altri universi narrativi … o almeno nella loro idea.

In realtà, lo pseudobiblium (o pseudobiblion) è un espediente narrativo molto antico.
Le opere immaginarie sono usate per ispirare trame intricate, dare voce alle opinioni di personaggi (o autori) o per arricchire un’ambientazione con dettagli verosimili … e si nascondono dove meno te le aspetti!

Non ci credi? Ecco 8 esempi (famosi e meno noti) di fantalibri e dove trovarli.

1. Il manoscritto

L’Historia si può veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo, perché togliendoli di mani gi’anni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e gli schiera di nuovo in battaglia. […]

Pubblicato in prima edizione nel 1827, I promessi sposi è forse il romanzo più temuto nelle scuole superiori italiane … e molti hanno rivolto pensieri poco lusinghieri all’anonimo che, secondo Manzoni, avrebbe raccontato per primo la storia di Renzo e Lucia.

Per sua fortuna, l’anonimo in questione non è mai esistito.
Così come è fittizio il manoscritto a cui il Manzoni si sarebbe ispirato.

Utilizzando uno pseudobiblion per “aprire le danze”, l’autore milanese sposa un cliché letterario molto in voga in Europa tra Settecento e Ottocento.
L’origine di questo espediente però è molto più antica. Lo troviamo già, ad esempio, nell’Orlando innamorato (Boiardo, 1483) che stando all’incipit sarebbe (ma non è) una traduzione “[…] de la verace cronica de Turpino, arcivescovo remense […]”.

2. Cronache di Astinus

Chi è Astinus di Palanthas?

Nessuno ricorda il suo volto. Non si sa quanti anni abbia né perché non invecchi. Passa giorno e notte chiuso nel suo studio, scrivendo senza sosta tutto ciò che succede a Krynn …

Nate dalla fantasia di M. Weis e T. Hickman, le cronache mai scritte dal misterioso Astinus compaiono per la prima volta nel romanzo I draghi del crepuscolo d’autunno (1984), primo libro della trilogia fantasy Cronache di Dragonlance.

3. De umbrarum regni novem portis

Lucas Corso è un esperto di libri antichi con un’anima da avventuriero da romanzo.

Si ritrova a viaggiare tra Spagna, Francia e Portogallo inseguendo le tracce di due delle tre copie esistenti al mondo del misterioso De umbrarum regni novem portis, pubblicato dall’esoterista Aristide Torchia nel 1666…

Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1997, Il club Dumas (1993) è una miniera di pseudobiblia. Oltre a citare più di 30 libri esistenti l’autore ha “creato” oltre 20 volumi fittizi, per la maggior parte legati ai temi dell’occulto.

Da Il club Dumas è tratto il film La nona porta (Polanski, 1999), in cui il ruolo di Lucas Corso è interpretato da Johnny Depp.

4. Enciclopedia galattica

L’Enciclopedia galattica è lo pseudobiblion più citato nel mondo della fantascienza… ed è nata ben prima che Douglas Adams creasse l’ugualmente fittizia (ma più economica e di certo più rassicurante) Guida galattica per autostoppisti.

Questo monumentale tributo alla conoscenza interstellare compare per la prima volta nel racconto Foundation (1942) di Isaac Asimov. Da questo e altri suoi racconti, l’autore trarrà poi le basi per il celebre Ciclo della Fondazione.

Come nella migliore delle tradizioni legate agli pseudobiblia, Asimov non si limita a “buttare lì” un titolo inventato. L’autore infatti ha scritto anche diversi “estratti” dell’Enciclopedia galattica, citata come fonte autorevole in tutte le opere del ciclo.

5. Dalla Flatlandia alla Thoughtlandia

Pubblicato nel 1884, Flatlandia: Racconto fantastico a più dimensioni è un esperimento letterario interessante – anche se un po’ datato e squisitamente nerd – dalle molteplici chiavi di lettura.

Il libro immaginario pensato per quest’opera intricata compare alla fine di un viaggio tra matematica, satira e critica filosofica. Non proprio una lettura da spiaggia… ma comunque intrigante.

6. Sotto la loggia

Tornata in Inghilterra dopo un lungo soggiorno fiorentino, la giovane Lucy ritrova un proprio momento privato tra le pagine del romanzo Sotto la loggia. La scoperta scatenerà un turbine di emozioni e complicherà la vicenda.

Pubblicato nel 1908, Camera con vista è un romanzo intenso. Edward Morgan Forster unisce romanticismo e critica sociale in un’opera dalla prosa elegante, creando un ritratto deciso e delicato insieme dell’età edoardiana.

Nel 1986 fu proposta anche una riduzione cinematografica del romanzo, diretta da James Ivory, che l’anno successivo si aggiudicò 3 premi Oscar su un totale di ben 8 nomination.

7. Chiunque può cucinare

Che i libri possano ispirare coraggio e sete di avventura è cosa nota.
Meno comune, invece, che trasformino un topolino in un grande chef.

Ratatouille, film d’animazione del 2007, è un delizioso pasticcio a cinque stelle. Un mix tra commedia e romanzo di formazione con l’immancabile pizzico di storia d’amore.

Rémy, un estroso roditore con ambizioni gastronomiche che vanno ben oltre il bidone dei rifiuti, passa letteralmente dalle fogne alle cucine di un grande ristorante. La sua ispirazione? Lo pseudobiblion di ricette dello chef Auguste Gusteau, con il suo titolo incoraggiante: Chiunque può cucinare!

8. Canti di Dhol

Tra i polverosi scaffali della Miskatonic University si nascondono moltissimi pseudobiblia.
Il più celebre? Certo il Necronomicon, nato dalla mente di H.P. Lovecraft intorno agli anni Venti e stabilmente in classifica nel mondo dell’horror.

Il Necronomicon ha fatto carriera: è uno dei non-libri più citati in film, giochi, romanzi e racconti. Meno noto è invece Canti di Dhol, uno pseudobiblium che debutta nel racconto L’orrore nel museo (1932).

Si sa poco di questa raccolta di canti tradizionali delle creature non del tutto umane che popolano l’arido altopiano di Leng … forse, però, considerando la fine a cui di solito vanno incontro i curiosi nell’universo di Lovecraft, è meglio non insistere oltre.

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