Per chi scrive di mestiere (o in generale per lavoro), il rischio di considerare la scrittura come un’attività esclusivamente funzionale è sempre dietro l’angolo.

Articoli, presentazioni, comunicazioni business, aggiornamenti social.

Siamo assediati dal bisogno di scrivere per promuovere i nostri servizi, per coinvolgere e intrattenere il cliente. E ci dimentichiamo che la scrittura può essere molto di più dell’ennesimo post sui 5 motivi per cui proprio non puoi ignorare Pinterest.

Scrivere può essere una catarsi, un esorcismo, un’emozione.
Può essere un rimedio contro i mali di scrittura, una forma di meditazione, un viaggio.

Anche se rispondere a un’email di reclamo infondata può essere catartico, non è a questo che mi riferisco. Parlo dello scrivere senza deadline o scopo palesi. Di scrivere per esplorare – noi stessi, i pensieri che scaturiscono dal quotidiano, concetti (e modi per esprimerli) che abbiamo sinora ignorato.

La scrittura è uno strumento potente, che non può essere relegato al ruolo di appendice della SEO, del marketing o del lavoro. È un atto creativo che può svelare mondi, generare nuove idee, gettare luce sui tuoi pensieri, rilassare … e sì, anche trovare nuovi modi per raccontare i tuoi prodotti o la tua azienda.

Per scovare, tra le parole, la chimera che chiamiamo ispirazione.
Il soffio vitale che anima la mente, l’intuito e poi – soltanto poi – i testi.

Box chi sono

Sono Alessandra, copywriter e traduttrice di Torino. Con il mio lavoro, aiuto professionisti e aziende a raccontare idee e progetti in modo più efficace e autentico. Perché la comunicazione è alchimia.