Perché per un traduttore è importante investire nella formazione continua? Come scegliere i corsi da seguire, su cosa concentrarsi? In questa guida di sopravvivenza trovi un po’ di risposte … e qualche spunto di riflessione per capire quale sia il tipo di corso adatto alle tue esigenze.

Negli ultimi anni, parlare di formazione per traduttori è diventato più complicato. Da un lato c’è stata una vera e propria esplosione nell’offerta di corsi, workshop eccetera. Dall’altro si è acceso il dibattito sul valore reale dell’offerta, con opinioni contrastanti.

In più, anche nel nostro piccolo mondo antico si sono fatti strada guri improvvisati che aggiungono solo confusione … e immondizia. Non voglio però parlare di loro, né concentrarmi sulle varie polemiche che infiammano forum e comunità varie.

Una guida di sopravvivenza deve far chiarezza sui concetti di base. Quindi … facciamoci prendere dalla nostalgia per il Monopoli e mettiamo i segnalini sulla casella di partenza. Sei pronto?

 

Perché un traduttore deve investire in formazione?

Questa domanda, all’apparenza banale, può avere risposte molto diverse.

Per i traduttori che si affacciano ora sul mercato, i vantaggi sono lampanti. Seguire un corso può aiutare a padroneggiare strumenti utili, a scoprire “come funziona” un determinato processo, ad acquisire conoscenze relative a un settore specifico.

Per i traduttori più navigati, invece, la situazione si fa più complessa.

Chi ha molta esperienza alle spalle a volte sottovaluta il valore aggiunto della formazione “strutturata”. Un corso può aiutarci a:

  • organizzare ed aggiornare le informazioni acquisite nel tempo;
  • scoprire trucchi e strumenti per gestire meglio i processi di lavoro;
  • trovare idee e spunti per sfruttare le nostre competenze in modo nuovo.

Anche i veterani, poi, possono trarre vantaggio dal partecipare a corsi di argomento generale, di quando in quando. Capire come cambia il nostro settore e quali sono le novità più importanti ci aiuta a restare al passo … e a non rinchiuderci nella torre d’avorio perché “siamo arrivati”.

 

Su quali competenze devo puntare?

Parlando di capacità e competenze (le famigerate skills), solitamente si distingue tra competenze cognitive e competenze non cognitive.

Le competenze cognitive (hard skills) sono tecniche, specifiche e quantificabili. In altre parole, sono le competenze che utilizzi per tradurre bene. Conoscenza della lingua sorgente, padronanza delle conoscenze legate al settore specifico e così via.

Le competenze non cognitive (o trasversali, soft skills) sono quelle legate a capacità relazionali o a tratti della tua personalità. Utili nei rapporti con i clienti, per il lavoro, nella vita … ma non sono quelle che faranno tornare da te il cliente.

Diciamola tutta: essere un asso del servizio clienti non serve a nulla se poi le tue traduzioni sono scadenti. Se scrivi skillato anziché competente, se azzecchi i congiuntivi solo il 38 luglio, se per te consistency è sempre consistenza.

Il cliente ti sceglie (anche) per come ti presenti … ma torna solo se fai bene il tuo mestiere.

Nel piano di formazione del traduttore, quindi, deve esserci spazio sia per le competenze tecniche sia per quelle trasversali. La mia formula è 75-25 (dove il 75% è per le competenze tecniche).

 

Dove trovare corsi di formazione?

Per quanto riguarda l’offerta online, le piattaforme dedicate ai traduttori offrono principalmente webinar o cicli di webinar. Nella maggioranza dei casi si tratta di corsi introduttivi di taglio teorico oppure di sessioni di tips & tricks. Questi corsi, tuttavia, sono utili soprattutto ai traduttori meno esperti.

I più navigati, che hanno bisogno di approfondimento e perfezionamento, troveranno certamente più utili i corsi in aula che prevedano anche esercitazioni pratiche. Questi corsi sono spesso organizzati da associazioni professionali e centri di formazione attivi a livello locale. Nonostante abbiano costi e richieste (di impegno e tempo) più elevati rispetto ai webinar, offrono il valore aggiunto del confronto con il docente e i colleghi.

Ci sono poi le piattaforme specializzate in MOOC (corsi di massa online) come Coursera, FutureLearn o EdX. Sebbene non siano corsi pensati “per il traduttore”, i MOOC possono essere molto utili per approfondire le conoscenze settoriali in un ambito specifico. Sono anche una fonte preziosa di riferimenti terminologici e normativi utili.

Per i più coraggiosi ci sono anche le risorse dedicate ai professionisti dei diversi settori. Ad esempio, esistono molti siti dedicati alla professione medica che offrono regolarmente seminari (anche in presenza), podcast e altri materiali di approfondimento sulle novità del settore, sulle nuove tecnologie, … e alcuni di questi sono aperti anche ai non addetti ai lavori.

Per trovare questi corsi occorre scavare un po’ in rete.
Un buon punto di partenza sono i siti delle associazioni di categoria e i gruppi LinkedIn.

 

Come scegliere il corso giusto per me?

Qui la situazione si fa spinosa. Già definire il concetto di corso “giusto” è complicato …

Ormai lo avrai capito: la formula del corso perfetto – adatto a tutti e in qualsiasi fase della carriera – non esiste. Ci sono però alcuni criteri di valutazione che possono aiutarti a capire se stai per fare un buon investimento o per prendere una cantonata.

Il formato è importante perché non tutti impariamo allo stesso modo.

Alcune persone si trovano perfettamente a proprio agio nel seguire un corso online; altre trovano dispersivo saltare da un video a un PDF a una pagina web. Per scegliere il corso giusto occorre prima sapere in quali condizioni ci è più facile imparare.

La durata del corso fornisce indizi utili sul livello di approfondimento dei contenuti.

Se un corso da 60 minuti promette di insegnare 10 cose diverse, vuol dire che ad ogni “capitolo” verranno dedicati circa 5 minuti. Un po’ poco per dare qualcosa in più di un’infarinatura su un argomento complesso … ma sufficienti per una sessione di trucchi e consigli pratici.

È anche utile valutare distribuzione e natura dei contenuti. Il corso prevede esercitazioni pratiche, approfondimenti per lo studio individuale, la possibilità di contattare personalmente l’insegnante?

Se un corso prevede questo tipo di interazioni e risorse, è più probabile che anche un traduttore esperto possa trarne beneficio.

Sono Alessandra, copywriter e traduttrice di Torino. Con il mio lavoro, aiuto professionisti e aziende a raccontare idee e progetti in modo più efficace e autentico. Perché la comunicazione è alchimia.