Anche nell’industria della traduzione, i tentativi di frode ai danni di clienti e professionisti sono in costante aumento. In particolare, negli ultimi anni c’è stata una vera e propria esplosione di casi di furto d’identità e le directory dedicate ricevono nuove segnalazioni ogni giorno. Come proteggersi da questo tipo di truffe e dai falsi traduttori? Te lo racconto in questo articolo.

Furto d’identità: come funziona

Il meccanismo alla base di questo tipo di frode è piuttosto semplice. Il truffatore si appropria del CV di un professionista, scaricandolo dal sito web o da un profilo online del legittimo proprietario. A volte, per ottenere rapidamente un certo numero di curricula, i truffatori si rivolgono direttamente ai traduttori, offrendo fantomatici “servizi di marketing” oppure pubblicando falsi annunci di lavoro. Ottenuto il documento, il malvivente sostituisce l’indirizzo e-mail del professionista con il proprio. In molti casi, il resto dei dati (nome, indirizzo, P.IVA eccetera) non viene alterato. Poi, il truffatore inizia a inviare centinaia di e-mail a tappeto, proponendo “i suoi servizi” ad aziende, agenzie di traduzione e altri traduttori. Naturalmente, l’e-mail contiene il CV contraffatto.

Se qualcuno abbocca, il falso traduttore “fornisce il servizio” utilizzando sistemi di traduzione automatica oppure subappaltando l’incarico a traduttori amatoriali sottopagati. Il pagamento viene sempre richiesto tramite un sistema che permetta di inviare e ricevere denaro con il solo indirizzo e-mail.

La vittima, quindi, si ritrova a pagare per un servizio non conforme al livello di qualità atteso… e in alcuni casi, per vera e propria spazzatura.

 

Come si presenta la truffa via e-mail?

Qui sotto puoi vedere un esempio di e-mail fraudolenta, che circola da diversi anni. In questo caso, il truffatore usa illegittimamente il CV di un traduttore colombiano.

 

email fraudolenta falso traduttore

 

Il modello presenta alcune caratteristiche comuni alla maggior parte delle e-mail truffaldine:

  • il messaggio è quasi sempre in inglese
  • la formula “my minimum rate is XX per source word, but I prefer to work at XX
  • un elenco di specializzazioni / ambiti di lavoro impressionante e irrealistico
  • la formula “The following keywords are related to my services
  • la presentazione è prolissa, ricca di dettagli non pertinenti.

Anche le combinazioni linguistiche proposte dai truffatori costituiscono un indizio. Spesso il malvivente si presenta come traduttore di lingue arabe o asiatiche, proponendo solo l’inglese come lingua sorgente. Tuttavia, sono in circolazione anche curriculum di falsi traduttori inglese <> spagnolo (come nel caso di Hector Orlin) o con altre combinazioni ancora.

 

Furto d’identità: i falsi profili online

I farabutti, si sa, trovano sempre nuovi modi per sbarcare il lunario.

Oltre alle truffe via e-mail, negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi di creazione di portali web fraudolenti. In questi casi, i malviventi utilizzano tecniche di web scraping per estrarre i dati dei profili online di traduttori professionisti registrati su portali web come ProZ.com o TranslatorsCafé. Poi, creano un sito web simile in tutto e per tutto a un portale di ricerca/offerta di servizi… ma le richieste dei potenziali clienti arrivano agli indirizzi e-mail creati dai truffatori.

Per un traduttore con un profilo online, proteggersi da questo tipo di truffa è quasi impossibile – e i potenziali danni (di immagine ma non solo) sono incalcolabili.

Per darti un’idea, tra il 2015 e il 2017 i dati del mio unico profilo pubblico sono stati clonati per ben tre volte. In un caso, la mia foto e il mio nome erano associati a servizi di interpretariato (che non ho mai offerto in oltre 15 anni di carriera) e a valutazioni degli utenti (ovviamente fasulle) spaventose. Fortunatamente, segnalando il sito web a Google e alla Polizia Postale la situazione si è risolta in poche ore. Tuttavia, non ho modo di sapere se, tra la data di lancio del sito e la sua data di chiusura, i falsi traduttori dietro al “mio” profilo abbiano truffato qualcuno.

Per fortuna, il potenziale cliente ha qualche strumento in più per tutelarsi.

 

Come tutelarsi dalla truffa dei falsi traduttori?

L’informazione è uno strumento di prevenzione potente. E spesso basta una rapida ricerca online per evitare brutte sorprese e smascherare un malvivente.

La fonte più esaustiva sulle truffe ai danni di traduttori e clienti è la Translator Scammers Directory, nata da un’idea del collega portoghese João Roque Dias. La directory, aggiornata quasi quotidianamente, a oggi fornisce informazioni su oltre 5300 casi verificati di scam e furto d’identità – con indirizzi e-mail dei truffatori, esempi di CV contraffatti e altro ancora.

Se hai ricevuto un’e-mail sospetta, verifica che indirizzo fisico, partita IVA e numero di telefono corrispondano al mittente dell’e-mail. Verifica anche se la locazione geografica dell’IP corrisponde al Paese di residenza dichiarato dal mittente. È piuttosto improbabile, infatti, che un traduttore italiano ti mandi e-mail di marketing dalla Nigeria o dalla Cina (solo per citare alcuni esempi). Per questo passaggio puoi usare un servizio di localizzazione IP gratuito, come quello di Melissa.

Occhio anche agli indizi “nascosti” nelle e-mail. Oltre alle caratteristiche citate prima (formule standard, lunghi elenchi di specializzazioni eccetera), presta attenzione a grammatica e sintassi. Un traduttore professionista difficilmente commette errori di ortografia o concordanza, che abbondano nei messaggi fraudolenti.

Infine, ricorda che molti falsi traduttori sfruttano la leva della tariffa stracciata per invogliare le potenziali vittime ad affidare loro un incarico convinte di poter “fare un affare”. Hai ancora dei dubbi? Chiedi di poter parlare al traduttore tramite telefono o Skype e fai tutte le domande necessarie a chiarire la situazione.

Sono Alessandra, copywriter e traduttrice di Torino. Con il mio lavoro, aiuto professionisti e aziende a raccontare idee e progetti in modo più efficace e autentico. Perché la comunicazione è alchimia.