Un po’ invidio i digital nomad, chi riesce a lavorare spostandosi da un continente all’altro senza passare dal via (o quasi). Per me, il viaggio deve essere un’immersione totale in spazi e tempi diversi – altrimenti non funziona. Ho provato, diversi anni fa, a organizzare una “vacanza lavorativa”. Sono tornata a casa più stanca di prima, con l’umore e l’energia sotto i tacchi.

Così mi sono messa il cuore in pace: per funzionare bene, il mio laboratorio di comunicazione non può essere aperto 365 giorni all’anno. Soprattutto: prendersi una pausa non è peccato.

Noi freelance spesso viviamo in bilico tra il bisogno (autentico) di ricaricare le batterie e l’ansia di perdere “il progetto del secolo” – quello che potrebbe arrivare nella nostra unica settimana di vacanza del quinquennio. Lavorare senza sosta, però, alla lunga incide sulla qualità del lavoro, sulla nostra salute, sulla capacità di gestire il nostro business. A conti fatti, non è una buona strategia.

Inoltre, una vacanza (o un periodo di chiusura) non significa automaticamente perdere i propri clienti.
Basta comunicare la chiusura dell’ufficio con un po’ di attenzione e tutto diventa gestibile.

Ecco come faccio io:

  1. All’inizio di ogni trimestre, comunico ai clienti abituali i giorni di chiusura. Per agevolarmi, pianifico corsi, partecipazioni a conferenze e vacanze su base semestrale.
  2. Due settimane prima della chiusura, mando un breve reminder. In questo modo, i clienti possono inoltrare eventuali richieste urgenti o “prenotarsi” per il rientro.
  3. Una settimana prima, aggiungo una nota alla firma delle email.
  4. Infine, imposto un messaggio di risposta automatica per l’intero periodo di chiusura. In questo modo, chi scrive durante la mia assenza sa che riceverà una risposta al mio rientro.

Semplice ed efficace. Se prepari un modello per queste comunicazioni ricorrenti, il tutto richiede circa 15 minuti – e ti permette di prenderti una pausa con serenità.
Inoltre, aiuti i tuoi clienti a gestire meglio i loro flussi di lavoro. Non male, vero?

Sono Alessandra, copywriter e traduttrice di Torino. Con il mio lavoro, aiuto professionisti e aziende a raccontare idee e progetti in modo più efficace e autentico. Perché la comunicazione è alchimia.